La canapa è tra le coltivazioni più antiche ed è una pianta che contiene più di 400 sostanze naturali. Tra queste le più conosciute sono sicuramente il THC ed il CBD. Il Cannabidiolo, chiamato anche CBD è una sostanza non psicoattiva presente nella cannabis sativa. Come ampiamente dimostrato negli ultimi anni, questa sostanza presenta diversi benefici per la salute, tanto da essere utilizzata in alcuni paesi come farmaco.

Allo stato attuale, abbiamo la seguente classificazione di cannabinoidi: endocannabinoidi (prodotti naturalmente nell’organismo, principalmente da precursori di acidi grassi), fitocannabinoidi (composti di origine vegetale, tra i quali si annovera la pianta di cannabis che rappresenta la fonte più studiata di quest’ultimi), e cannabinoidi artificiali (creati studiando THC al fine di raccogliere i benefici della marijuana senza la componente ricreativa).

L’elenco dei cannabinoidi comprende attualmente 113 voci, che aumentano con il passare degli anni. Di questi 113, di gran lunga i migliori documentati sono il tetraidrocannabinolo (THC o Delta-9-tetraidrocannabinolo) e il cannabidiolo (CBD), entrambi presenti nella cannabis. In un tipico processo di isolamento chimico, il cannabidiolo costituisce poco meno della metà dell’intero estratto.

Come in molte altre colture, la cannabis è stata selezionata al fine di rafforzare la caratteristica desiderata: per esempio ci sono piante che hanno un effetto psicoattivo più potente, altre che presentano semi di dimensioni maggiori (per gli usi alimentari), o ancora altre hanno fibre tessili più resistenti.

Ora vediamo quali sono i 10 usi del CBD

1 Cannabidiolo, cancro e chemioterapia

L’effetto antiemetico della marijuana è un beneficio noto da secoli. Tuttavia, vent’anni fa, l’effetto era attribuito all’azione del THC. Ricerche continue su altri cannabinoidi hanno dimostrato che anche con molti altri fitocannabinoidi si ottiene lo stesso effetto. Esistono studi promettenti che suggeriscono come un giorno il CBD possa essere incorporato nelle terapie del cancro.

Un gruppo di specialisti del National Cancer Institute ha esaminato alcuni esperimenti su scimmie rhesus e roditori, i cui risultati hanno dimostrato che il CBD ha la capacità di inibire la divisione delle cellule cancerose (specialmente in leucemie e linfomi), riducendo quindi la probabilità di diffusione del cancro dal tessuto interessato ai tessuti adiacenti; pare inoltre che potenzi l’azione dei macrofagi, i quali sono incaricati di attaccare le cellule cancerose.

2 Diabete e malattie cardiache

Per le proprietà antiinfiammatorie del cannabidiolo, l’insulino-resistenza (il principale problema metabolico per i pazienti con diabete di tipo 2) è ridotta. Fin dalla scoperta del CBD negli anni ’90, è stato evidenziato che si potrebbe manipolare al fine di includerlo nel trattamento di alcune malattie cardiovascolari come l’aterosclerosi. Alla luce di queste ricerche, i ricercatori dell’Università di Tel Aviv (seguendo le orme del “padre” della ricerca sui cannabinoidi, il dott. Raphael Mechoulam) hanno dimostrato un aumento del flusso sanguigno del 30% in roditori che presentavano aree necrotiche nel muscolo cardiaco .

3 Convulsioni e spasmi muscolari

In America è possibile curare, nei centri di epilessia, con prodotti al CBD i pazienti che non rispondono alle cure dei farmaci tradizionali. Questa svolta è dovuta a uno studio completo del 2015 rivolto a due manifestazioni notoriamente difficili di epilessia – la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut – la più frequente nei bambini.

La frequenza delle crisi è risultata diminuita tra il 54% e il 67% durante i sei mesi di terapia con cannabidiolo, sebbene una piccola parte di individui non continuasse dopo tre mesi, poiché le loro condizioni non miglioravano.

4 Dolore cronico

La già (relativamente) diffusa disposizione legale per la marijuana medica da usare per alleviare il dolore, dimostra che i cannabinoidi hanno una particolare efficacia in questo campo.
Tuttavia, poiché le popolazioni invecchiano in tutto il mondo, il dolore costante provocato dalle malattie croniche negli anziani diventerà sicuramente una questione di salute pubblica. Uno studio del 2008 ha indagato sull’efficacia dei cannabinoidi diversi dal THC nella gestione del dolore.

Gli antidolorifici con i cannabinoidi si sono dimostrati ben tollerati, con minimi effetti collaterali e una prospettiva di bassa tossicità a lungo termine. Inoltre, si ritiene che una combinazione di cannabidiolo e oppioidi costituisca la svolta del futuro nelle cure palliative.

5 Gestione dell’ansia

L’effetto ansiolitico del THC è ben documentato, insieme ad altri cannabinoidi (specialmente CBD) che forniscono anche sollievo. I percorsi esatti del processo non sono stati identificati. Uno studio preliminare pubblicato nel 2013 nella rivista International Neuropsychopharmacology Journal ha posto le basi per ulteriori ricerche che collegano il CBD ai futuri trattamenti per la depressione e la psicosi.

6 Disturbi autoimmuni

Il singolare meccanismo del CBD di ridurre l’infiammazione con effetti collaterali trascurabili suggerisce un nuovo orizzonte nel trattamento di una serie di malattie autoimmuni moderando la risposta immunitaria. Questo aspetto è anche strettamente collegato ad un altro beneficio del cannabidiolo:

7 Azione antibatterica

Uno studio condotto presso l’Università Piemonte in Italia e pubblicato nel 2008 ha implicato che tutti i cannabinoidi aiutano il sistema immunitario a combattere i batteri. Particolarmente potenti sono cinque cannabinoidi (incluso il CBD), con lo studio incentrato sui ceppi resistenti agli antibiotici dello Staphylococcus Aureus, un esempio pertinente dell’abuso di antibiotici degli ultimi decenni.

La canapa ed il CBD hanno la capacità di avere anche un’azione anti acne proprio per la capacità antibatterica naturale della sostanza.

8 Effetti anti-infiammatori

Questo effetto del CBD è stato ricorrente in questo articolo. I pazienti che soffrono delle seguenti condizioni possono trarre beneficio da un farmaco a base di CBD: sclerosi multipla e altre malattie neurodegenerative, infiammazione cronica del fegato, lesioni cerebrali assoniche traumatiche e diffuse, colite sperimentale o artrite reumatoide.

9 Ricostruzione ossea

I pionieri, già citati all’Università di Tel Aviv, hanno scoperto che i ratti sottoposti ad integrazione di CBD hanno recuperato da fratture simili fino al 40% più velocemente.

10 cachessìa e anoressia

La cachessia è un disturbo che comporta una pericolosa perdita di peso causata da malattie diverse come l’AIDS, il cancro o l’Alzheimer. Uno studio tedesco del 2011 che ha coinvolto più di 100 persone ha dimostrato che i pazienti trattati con placebo hanno perso circa l’80% in più di peso settimanale rispetto a quelli trattati con un cocktail di cannabinoidi.

Questo, insieme alle proprietà che elevano l’umore del cannabidiolo implicano future applicazioni per il trattamento di disturbi alimentari diffusi come l’anoressia nervosa.

Dal punto di vista chimico

il Cannabidiolo chimicamente si presenta come 2-(6-isopropenil-3-metile-2-cicloesene-1-il)-5-pentile-1,3-benzendiolo, nella famiglia dei terpenofenoli con una struttura carbociclica da 21 carboni e 3 anelli: cicloesano, tetraidropirano e benzene.
Ha un peso molecolare di 314,46 con un punto di fusione di 66°C ed ebollizione a 180°C.

 

Fonte hlbenefits

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